13 Aprile 2024

E’ difficile incontrare due sedicenti liberali che la pensino allo stesso modo. In realtà ciò che accomuna il pensiero di queste persone è la libertà individuale, la preminenza del mercato come regolatore dell’economia, la limitazione dell’intervento dello Stato, e poche altre cose correlate.
Tutto giusto, e lo condivido, ed io stesso mi dico liberale, ma queste poche cose non bastano a caratterizzare l’azione concreta di un movimento politico e la sua capacità di incidere veramente sulla società, sulla sua organizzazione, sul suo benessere complessivo.
La libertà individuale è, certamente, un punto di partenza, ma è una ASTRAZIONE.
In realtà nessuno di noi può essere libero al 100%, perché dipendiamo SEMPRE da altri.
Il solo modo di esserlo è vivere isolato come un selvaggio, come un animale, nutrendosi di radici e piccoli animali uccisi.
Quindi il primo punto è definire i CONFINI DELLA LIBERTA’ INDIVIDUALE ed i limiti agli ostacoli che la collettività può imporre ai singoli individui.
Il mercato: il libero mercato è certamente un elemento fondamentale ma, anche qui: QUANTO libero?
Perché il nostro obiettivo, come esseri umani, non è la libertà di mercato, che può essere solo uno strumento, ma il nostro benessere individuale e come collettività.
Verso che cosa ci sospingono le forze di mercato? Lo vediamo molto bene ai giorni nostri: verso la concentrazione del potere economico, verso i monopoli.
E’ NORMALE che accada: il MERCATO è una cosa viva, anche se non ha forma animale, e persegue la propria crescita. Ogni attività economica, giustamente, naturalmente, vuole prosperare, crescere, diventare più forte, eliminare la concorrenza, imporre i suoi prezzi, massimizzare i profitti riducendo i costi. DEVE essere così per qualsiasi attività economica di successo, ma è anche lo stimolo verso lo strapotere del monopolio.
E come minimo questo meccanismo porta l’attività economica dove è più conveniente, perché i costi di produzione sono inferiori, la fiscalità è più favorevole, le regole sono meno stringenti, ecc.
Dal punto di vista dell’impresa è assolutamente giusto, ma questo non coincide sempre con gli interessi di una collettività umana, che per motivi disparati può venire depauperata di quanto è stata capace di costruire. La delocalizzazione delle imprese è questo; il crollo di molte produzioni nazionali è determinato da questo.
Il risultato: progressiva perdita di indipendenza, di autonomia produttiva, disoccupazione, perdita di competenze, declino generalizzato.

I vari movimenti politici, da destra a sinistra, sono tutti più o meno consapevoli di queste cose, ed il loro agire, infatti, è ben distante dai canoni del pensiero liberale, più influenzato dall’appiattimento del pensiero socialista, che vorrebbe essere una soluzione e, invece, introduce problemi peggiori.
Ecco perché tra i singoli sedicenti liberali il pensiero politico è spesso divergente, ed è impossibile far convergere tutti sotto una sola BANDIERA LIBERALE, perché il pensiero liberale non offre tutte le risposte.

Il MIO personale pensiero, che è certamente e storicamente di impronta liberale, è espresso nei mie tanti scritti e qui, in questo spazio di rete, in questo progetto di Svolta Europea, che guarda ad una Europa futura ben diversa da quella attuale, fatta di centralismo burocratico neosocialista, come ad una Italia futura, ispirata al pensiero liberale, ma soprattutto attenta all’interesse della propria collettività nazionale: un Italy First, per dirla alla Trump, una cosa che condivido certamente con Fratelli d’Italia (almeno questo).

Ing. Franco Puglia
15 gennaio 2023

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