22 Luglio 2024

La “questione climatica” esprime oggi, almeno in Europa ed in Occidente, una linea di demarcazione tra due diversi orientamenti politici: quello tradizionalmente collocato a destra e quel che resta dell’area socialista, ex operaista, in tutte le sue sfumature, oggi rappresentata più dal colore verde che dal rosso.
La frattura si esprime nell’attribuire, o meno, responsabilità umane ai cambiamenti climatici attuali, forse non tanto diversi da quelli di sempre, ma vissuti come diversi, distruttivi e che richiedono una lotta contro le cause antropiche presunte dei mutamenti del clima.
A destra si sostiene che il clima del pianeta NON è influenzato in maniera significativa dalle attività umane, mentre a sinistra si nega che i cambiamenti in corso dipendano esclusivamente da fattori esterni alle attività umane, considerate invece il motore dei cambiamenti climatici.

In che modo le attività umane starebbero alterando il clima? Mediante la produzione dei cosiddetti “gas serra” immessi in atmosfera, derivanti dall’impiego dei combustibili fossili per la produzione di energia.
Perciò lotta senza quartiere alla produzione di CO2, che NON è un inquinante, ma viene considerato il principale gas serra dopo il vapore acqueo.
E chi ha promosso la campagna di disinformazione planetaria su questo tema? L’ONU, con l’ausilio di suoi organi tecnico-politici, (IPCC, International Panel for Climate Change) e con l’ausilio di una parte del mondo accademico che ha trovato uno sbocco professionale inatteso, fantasticando su fumosi modelli climatici, che dovrebbero descrivere come funziona il clima planetario, cosa lo determina, quali sono le leggi che lo governano.
Un movimento d’opinione che si è sviluppato lentamente, per poi esplodere in anni recentissimi, coinvolgendo politica ed economia, che hanno intravisto nuove opportunità d’affari e di raccolta del consenso elettorale.

Io ho iniziato a studiare seriamente il problema a partire dal 2019, leggendo numerosi studi scientifici, dialogando con alcuni studiosi, analizzando i fenomeni alla luce della mia solida preparazione scientifica, e sono giunto alla conclusione che SI TRATTA DI UN GIGANTESCO IMBROGLIO su scala planetaria, che a troppi conviene sostenere, anche se ne fanno le spese le popolazioni del mondo occidentale.
Ho scoperto, al di la di ogni ragionevole dubbi, CHE LA CO2 HA UN RUOLO PARI A ZERO NEL CLIMA, ed anche che numerose ipotesi su cui si fondano gli studi dei “climatologi” sono profondamente sbagliate.
Al LINK che segue trovate una mia recente SUMMA delle ragioni per cui le tesi dei climatologi sono palesemente infondate, affrontando il tema da diverse angolazioni: Il vero ed il falso sul clima

Le mie conclusioni portano ad affermare che:
1. La CO2 atmosferica non ha alcuna caratteristica fisica o chimica, né quantitativa, per interagire con la termodinamica atmosferica.
2. Il cosiddetto “effetto serra” dell’atmosfera NON ESISTE ; si tratta di una descrizione impropria e fuorviante per descrivere l’effetto di VOLANO TERMICO esercitato dall’atmosfera per attenuare e rendere più graduale sia il riscaldamento diurno che il raffreddamento notturno della superficie terrestre.
3. Il trasferimento di calore tra atmosfera e superficie del pianeta è UNIDIREZIONALE, dalla superficie planetaria verso lo spazio cosmico, MAI VICEVERSA, perché non lo consentono le leggi della Fisica.
Quindi i gas atmosferici NON possono trasferire calore verso la superficie del pianeta, quale che sia la loro capacità di assorbimento di energia termica. Non esistono strati atmosferici in quota più caldi di quelli a quote inferiori !!! Quindi NIENTE EFFETTO SERRA.
4. Il contributo umano diretto al riscaldamento planetario, usando tutte le forme di energia conosciute, è pari al 2..3% di quanto riceviamo quotidianamente dal Sole, e nessuno è in grado di calcolare che impatto abbia sul clima del pianeta ogni singolo punto percentuale in più o in meno di energia ricevuta.
Il tutto senza considerare nei calcoli le enormi energie dissipate dai vulcani, dai movimenti tellurici e dagli incendi delle foreste.
5. Calcolare una TEMPERATURA MEDIA del pianeta, per quanti punti di misura si possano sparpagliare sul globo, NON HA ALCUN SENSO FISICO, e quindi non significa assolutamente nulla.

Ci piaccia o no, il clima dipende da forze che sono ben al di la del nostro controllo.
Possiamo esercitare qualche influenza a livello locale, nei microclimi, possiamo inquinare le acque, ed anche l’aria, ma il clima …. La presunzione umana non ha limiti, ma esercitarla anche a proprio danno, raccontandosi delle favole, è demenziale.

Ing. Franco Puglia
26 giugno 2024



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