21 Luglio 2024

Le banconote sono pezzi di carta che rappresentano un titolo di credito.
Nell’epoca pre-digitale non esisteva altro modo per facilitare gli scambi se non con titoli di credito a corso legale. Oggi non è più così. Il contante si potrebbe abolire integralmente.
Per effettuare un pagamento non servirebbe neppure la carta di credito ma un semplice (ormai) lettore di impronta digitale.
Ciò che conta per effettuare un pagamento è avere del CREDITO CERTIFICATO, cioè avere svolto un lavoro o fornito una merce o un servizio che abbiano un loro valore di mercato per qualcuno.

L’uso del denaro digitale ha il vantaggio/svantaggio di essere facilmente tracciabile, per cui chi dispone degli strumenti di tracciabilità può essere informato su qualsiasi tua transazione.
Inoltre può venire azzerato o trasferito con un click.
Il problema della sicurezza o riservatezza delle transazioni, quindi, non sta nell’uso del denaro digitale o cartaceo, ma nel sistema di gestione del denaro digitale e nelle chiavi di accesso al valore depositato.

Il trattamento digitale del denaro attraverso il sistema bancario introduce numerose distorsioni.
La distorsione N° 1 del sistema consiste nella NON separazione tra banche d’affari e banche commerciali o casse di risparmio.
I miei risparmi non sono depositati in banca, ma prestati alla banca, contro la mia volontà.
Il mio denaro viene fatto circolare contro la mia volontà.
La Cassa di Risparmio dovrebbe invece essere un ente in cui io carico valore personale (deposito denaro) e li resta, senza produrre interesse, ma avendo invece un costo di struttura a mio carico.
Se voglio far fruttare il mio denaro lo investo, direttamente o tramite banche d’affari, ma non deve essere la Cassa a farlo a mia insaputa.

Mi si dirà che in questo modo non facciamo circolare il risparmio e questo non è bene sul piano dell’economia. FALSO.
Se io, investitore, ho bisogno di denaro, lo chiederò al risparmiatore allettandolo con la remunerazione (interessi) che posso offrirgli in funzione del rischio di investimento. Se il risparmiatore non vuole rischiare e preferisce sostenere i costi di deposito senza compensazione, sono affari suoi.

Con questo io dovrei avere la certezza della salvaguardia dei miei risparmi. Anche se sarebbe un passo avanti, non basta a darmi una certezza. Infatti cosa ho depositato nella Cassa di risparmio ?
Un valore espresso in una valuta. Ma che quanto vale quella valuta ? L’equivalente di X kg di pane, in quel momento, ma domani ….
In altre parole, resta il problema di come assegnare a quel VALORE depositato una stabilità nel tempo.
Se fossero pagnotte, bene o male conserverebbero nel tempo quel certo valore di scambio, invece sono “certificati in valuta”.
E qui siamo senza soluzione, perchè non esiste un valore oggettivo ed immutabile delle cose.

La distorsione N° 2 consiste nella assenza di riservatezza circa l’entità dei miei risparmi e circa il loro impiego. Qualsiasi impiegto della mia banca ha accesso al mi CC e può vedere le mie movimentazioni. Potenzialmente può informare chiunque sia interessato alle mie vicende economiche.
Lo Stato si è aggiunto quale osservatore privilegiato, con l’abolizione del segreto bancario.
Lo Stato, ancora una volta, non è una astrazione, ma è fatto di persone fisiche che hanno un potere, persone che possono agire anche a mio danno.
Lo Stato può, per LEGGE, decidere di prelevare dal mio CC tutti i soldi che vuole, ed io non posso farci niente. Col vecchio sistema cartaceo ed i soldi dentro il materasso questo non era possibile, salvo intrusione in casa mia.

Nel nostro mondo complesso è ridicolo pensare ad un ritorno al passato.
Pensiamo invece a come rendere più equo e sicuro il sistema di gestione del risparmio e delle transazioni economiche nell’era digitale, mettendo per sempre in pensione la carta moneta stampata.

Ing. Franco Puglia
13 novembre 2017

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