21 Luglio 2024

VALUTAZIONE REDDITUALE DI CHI GODE DI UNA RENDITA CONDIZIONATA

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Accadde prima con le pensioni, oggi con il reddito di cittadinanza.
Quando ci si trova davanti ad una scelta tra una rendita (da pensione o da sostegno sociale) ed un reddito da lavoro, non potendo cumulare le due forme di reddito, si produce una distorsione del mercato del lavoro, determinata dalla trasformazione del reddito da lavoro in reddito marginale, vale a dire il reddito REALE prodotto dalla differenza tra reddito da lavoro e rendita sociale. Infatti, se il mio sostegno sociale vale 100 ed il valore del reddito da lavoro che mi viene offerto vale 150, il corrispettivo in lavoro del guadagno differenziale (150-100=50) deve essere molto modesto, altrimenti il beneficiario opta per la conservazione della rendita sociale, integrata, o meno, da lavoro nero che, come tale si somma, e non si sostituisce alla rendita sociale.

In pratica nessuno può offrire a 150 un lavoro che, in termini di impegno valga molto meno. Le rendite sociali condizionate, non cumulabili con un reddito da lavoro determinano, come conseguenza, il blocco della domanda di lavoro, a meno che la rendita sociale non sia davvero irrisoria e non sostenuta da altre rendite, tanto da costringere il soggetto a rinunciarvi, a favore di un qualsiasi lavoro normalmente retribuito. Le aziende, in questo periodo storico, si stanno accorgendo del problema perché non riescono a trovare manodopera, parliamo di lavori a professionalità ridotta, con retribuzioni medio-basse, perché i candidati, se percettori di un sostegno sociale, preferiscono tenersi quello e basta piuttosto che sobbarcarsi un lavoro talvolta pesante, o lontano da casa, a fronte di un reddito di poco superiore alla loro rendita.

Ne consegue che, o il reddito di cittadinanza diventa un sostegno statale di base, concesso a TUTTI, indiscriminatamente, al quale sommare reddito da lavoro o altri redditi, oppure VA CANCELLATO (cosa più sensata), concedendolo soltanto ai pochi che non sono in grado di svolgere alcun lavoro, perché disabili o troppo anziani per poter svolgere un lavoro qualsiasi. Questi ultimi, peraltro, dovrebbero ricadere nella categoria dei pensionati, quale che sia li livello di pensione a cui hanno diritto, a cui non debbono aggiungersi ulteriori forme di sostegno economico.

Ing. Franco Puglia
18 ottobre 2022

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