21 Luglio 2024

Un errore storico, ma necessariamente determinato, del pensiero di sinistra, consiste nell’aver formulato una teoria economica sulla base di considerazioni di ordine etico. Il pensiero economico della sinistra nasce dalla constatazione delle condizoni di lavoro e di vita delle fasce più deboli della popolazione, e la porta ad immaginare una concezione economica capace di far emergere da tale condizone disagiata queste classi sociali.

Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo si perde nei millenni.
La schiavitù è il suo aspetto più vistoso e si tratta di un fenomeno mai interamente scomparso, che assume connotazioni più sfumate in epoca moderna. Lo sfruttamento del lavoro umano nasce dalla necessità di sfruttare il fattore della produzione più significativo in epoche storiche, allo scopo di creare plusvalore, cioè capitalizzazione.  Avrebbe potuto essere diverso ? No.

Infatti la capitalizzazione nasce dalla differenza tra il valore prodotto ed il suo costo di produzione.
La costruzione delle Piramidi, ad opera degli schiavi, fu possibile grazie al costo molto ridotto del fattore lavoro (cibo e acqua, q.b. per sopravvivere) e le risorse per pagare questo costo provenivano da TASSE (non so in che forma applicate) di cui il Faraone disponeva. Se quegli schiavi fossero stati pagati il giusto, il Faraone non avrebbe avuto a sua disposizione risorse sufficienti.
Il plusvalore prodotto : le Piramidi.

Il meccanismo si trasmette inalterato ai giorni nostri, anche se con alcune differenze sostanziali.
Il plusvalore (obiettivo economico dell’impresa) dipende sempre dal rapporto tra il VALORE che il mercato (cioè chi è interessato al bene) attribuisce al prodotto d’impresa ed i costi dei fattori della produzione.
Nel mondo moderno il fattore principale della produzione non è più il lavoro, ma il sapere ed il capitale.
Questo determina una minore necessità di lavoro a basso costo quanto più elevato è il contenuto di capitale e/o di sapere del prodotto.  Quindi i lavoratori non sono più “sfruttati” sotto il profilo economico quando sono in grado di offrire un valore in termini di sapere, questo nelle produzioni ad alto valore aggiunto.
Nelle produzioni industriali di massa conta invece molto il capitale, cioè le macchine, gli impianti.
Tuttavia in un mercato competitivo l’impresa cerca anche di tenere basso il costo del lavoro, spesso despecializzato, in quanto la specializzazione è concentrata nelle macchine ed impianti.
Se poi la produzione è a basso valore aggiunto la pressione sul costo del lavoro è maggiore, soprattutto laddove l’incidenza della capitalizzazione (macchine) è necessariamente inferiore (settore edile, settore tessile, certi settori alimentari, ecc).

La globalizzazione del commercio mondiale ed il progressivo abbattimento delle barriere che lo ostacolano porta alla migrazione delle imprese nei contesti socio-economici nei quali la somma dei fattori della produzione offre il miglior risultato economico, anche tenuto conto delle condizioni operative, sul piano fiscale, logistico e delle infrastrutture necessarie.

Tutto questo è esclusivamente economico, e per niente etico.
Non è sbagliato : è giusto, sotto il profilo economico e della creazione di ricchezza; può non esserlo sotto il profilo etico, che vuole minimizzare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e massimizzare il benessere di tutti gli individui del pianeta, non solo di alcuni tra essi.

Gli obiettivi di ordine etico, però, non possono cancellare i meccanismi economici per sostituirli con meccanismi astratti, che non essendo economici non produrranno mai effetti economici, quelli che invece vogliamo per dare benessere alle persone.

Il benessere crescente degli esseri umani dipende dalla loro capacità individuale, crescente, di esprimere un sapere crescente che abbia un valore per altri esseri umani.
Se tutto cià che sai fare è coltivare patate il tuo tenore di vita sarà proporzionato al valore delle patate.
Il problema della popolazione mondiale è che il sapere individuale di milioni di individui è insufficiente ad assicurare loro quel tenore di vita che vedono in molti altri individui che lo possiedino. 
Di qui lo scontro Nord – Sud tra paesi sviluppati e non.

Eppure, se anche il mondo sottosviluppato si potesse portare ai livelli di quello sviluppato, il nostro problema sarebbe ancora irrisolto.  Vedremo perché in un altro prossimo articolo.

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