13 Aprile 2024

PUO’ ESSERCI UN CLIMA INDIPENDENTE DAL SOLE?

0

Le due immagini mostrano come sia cambiata la superficie solare in soli due anni, tra il 2021 ed il 2023.
Sono state scattate dalla sonda spaziale europea Solar Orbiter, nel suo viaggio verso la nostra stella.
Immagini ravvicinate, che rivelano i cambiamenti sulla sua superficie, una cosa considerata normale dalla Scienza che se ne occupa, mentre ci avviciniamo al massimo di attività solare.
Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’articolo comparso sulla rivista digitale Scienze Notizie di cui segue il LINK :
Un’immagine scioccante mostra come è cambiato il Sole in soli due anni » Scienze Notizie
Qui di seguito il testo dell’articolo:
Il Sole non è semplicemente una grande palla di fuoco: la nostra stella cambia nel tempo, mostrando più o meno attività a seconda del periodo in cui si trova.
Sebbene i fisici solari non comprendano ancora appieno i meccanismi che lo governano, sanno fin dal XIX secolo che ogni undici anni circa il Sole presenta un minimo solare, durante il quale è relativamente “tranquillo” e un massimo, dove si moltiplicano le macchie sulla sua superficie.
Durante questo periodo, il campo magnetico del Sole cambia completamente e i poli nord e sud si invertono. Per comprendere meglio i dettagli della nostra stella, la navicella spaziale Solar Orbiter dell’Agenzia spaziale europea (ESA) ha scattato immagini del suo viaggio verso il Sole sin dal suo decollo nel 2020. Il momento del suo lancio non è stato una coincidenza: poco dopo l’inizio della missione, la stella annunciò il suo “risveglio”. Infatti, nonostante ci si aspettasse un massimo ‘tranquillo’ (non tutti i massimi sono uguali e il numero di macchie varia da un ciclo all’altro), il Sole ha sorpreso con un’attività così intensa che diversi studi suggeriscono che raggiungeremo il picco di attività nel corso di quest’anno, prima del previsto (in un primo momento la comunità scientifica aveva indicato il 2025 come periodo di massima attività).
Due immagini recentemente pubblicate dall’ESA mostrano la potenza della nostra stella.
La prima, scattata a febbraio 2021, mostra un Sole relativamente omogeneo.
Tuttavia, nella seconda fotografia scattata nell’ottobre 2023 si può vedere l’intensa attività che ribolle sulla superficie della stella e che ha causato significative tempeste e brillamenti solari durante l’ultimo anno. Il Sole è una grande sfera di plasma, un gas elettricamente carico, che ha la proprietà di poter muovere un campo magnetico eventualmente incorporato al suo interno.
Mentre il Sole ruota, il campo magnetico viene trascinato con sé ma, poiché la nostra stella ruota più velocemente all’equatore che ai poli, le linee del campo magnetico si incrociano e si avvolgono tra loro, dando origine a un intero ‘impasto magnetico’. Sotto questo immenso caos, queste linee a volte si rompono o attraversano la superficie solare. In questi casi, vediamo una macchia solare.
Queste macchie scure sulla superficie visibile del Sole sono regioni in cui concentrazioni più dense di materiale solare impediscono il flusso di calore verso la superficie visibile, dando origine a macchie leggermente più fredde e quindi più scure. La lenta rotazione del Sole e il lento ma continuo arricciamento delle linee del campo magnetico fanno sì che le macchie solari diventino sempre più numerose man mano che il campo diventa più distorto.
Anche se la nostra stella si trova a 150 milioni di chilometri dalla Terra, il cambiamento della sua attività influisce direttamente anche su di noi. Dai punti sopra menzionati possono sorgere potenti eruzioni che inviano potenti “getti” di materia ed energia nello spazio. Sulla Terra, sentiamo più comunemente le conseguenze di questa energia sotto forma di aurora boreale, la luminescenza colorata nel cielo causata dall’interazione di queste particelle cariche inviate dalla nostra stella e dalla nostra atmosfera.
È frequente in prossimità dei poli, poiché il nostro campo magnetico, una sorta di ‘strato protettivo’ naturale del nostro pianeta, in questi punti è più debole. Tuttavia, con le tempeste solari più forti, il campo magnetico si deforma ancora di più, facendo sì che queste aurore siano visibili in punti dove non sono comuni (aurore sono state raccolte infatti in Spagna, l’ultima in Estremadura , lo scorso aprile).
In caso di eventi estremi, potrebbero verificarsi danni alle comunicazioni radio, alle reti elettriche terrestri e addirittura mettere fuori uso i satelliti (SpaceX ha infatti riferito che quaranta dei suoi ”satelliti’ Starlink sono rimasti letteralmente ‘fritti’ da una tempesta solare).
E sentiamo tutta questa potenza più frequentemente da quando l’attività del Sole ha cominciato a crescere. Tuttavia, gli scienziati invitano alla calma e ricordano che missioni come Solar Orbiter dell’ESA o Parker Solar Probe della NASA ci aiutano non solo a svelare i misteri del Sole, ma anche a essere meglio preparati per eventi di questo tipo.

MIEI COMMENTI

L a vita sul pianeta dipende in primo luogo dall’esistenza del sole e dall’energia che questo irradia sulla terra. Il CLIMA del pianeta dipende strettamente da questa immensa fonte di energia, e dall’uso che il pianeta riesce a farne, a prescindere da noi umani, grazie alla presenza dei mari e dell’atmosfera, che agiscono da termoregolatore.
Secondo gli studi ed i calcoli degli scienziati, in assenza di atmosfera la temperatura media del pianeta sarebbe di 18°C sotto zero. Non so quanto attendibili siano questi calcoli, ma è certamente VERO che in assenza di atmosfera la superfice del pianeta sarebbe rovente durante il giorno, per poi raffreddarsi bruscamente al calar del sole. Infatti l’atmosfera, con la sua massa ed il suo spessore, attenua la radiazione solare che arriva al suolo di giorno ed in seguito, essendosi riscaldata, restituisce calore durante la notte, ed assorbe in parte quello re-irradiato dalla superficie del pianeta verso lo spazio, il famoso “effetto serra”.
Ma anche il mare gioca un suo ruolo, quanto e più dell’atmosfera, grazie alla sua massa liquida.
Infatti il mare mantiene la sua temperatura costante, nel breve periodo, tra giorno e notte, perché dispone di una enorme inerzia termica. E gli oceani rappresentano una bella fetta della superficie planetaria, quella prevalente.

In questi ultimi anni un manipolo di studiosi, a cui riconosco una notevole preparazione matematica, ma gravi carenze cognitive razionali, visto che si affidano a fantasie descritte in chiave matematica, cosa che chiunque può fare, su qualsiasi tema, ha immaginato, e cercato di dimostrare, che il clima del pianeta è determinato dalla presenza di gas a marcato effetto serra, ed ha puntato il dito contro l’anidride carbonica, CO2, che essendo anche di provenienza antropica, a causa dell’impiego di combustibili fossili, induce alcuni a presumere che possa avere influenzato l’effetto serra complessivo dell’atmosfera.
Peccato che questa teoria, che ha ormai assunto dignità di POSTULATO, cioè di verità indiscutibile ed incontestabile, abbia una sua precisa origine nella nostra storia recente: la GUERRA di stampo politico, di alcune fazioni nel mondo, contro lo strapotere esclusivo dei produttori di petrolio, e di gas naturale, adducendo motivi anche validi, come l’esaurimento di queste risorse ed il loro impatto in chiave di inquinamento. Questa motivazioni, però, non sono riuscite a spostare l’opinione pubblica più di tanto, mentre la questione climatica si, perché ha incontrato interessi economici che hanno immaginato di poter cavalcare la tigre a scopo di profitto, cosa che in tanti, in troppi, stanno facendo, anche se i primi ceffoni della realtà cominciano a farsi sentire.

Peccato anche che i GAS SERRA siano anche il frutto di una fervida immaginazione, perché la loro PRESENZA QUANTITATIVA in atmosfera è irrisoria agli effetti termodinamici (0,04% di CO2 !) ed equivale a dire che ogni nostro respiro (espiriamo CO2) cambia il clima attorno a noi.
Peccato anche che la CO2 abbia caratteristiche fisiche e chimiche che non la classificano tra i gas a spiccato effetto serra, non più di quanto lo siano ossigeno ed azoto, che da soli occupano il 99% della massa atmosferica. Infatti la CO2 ha un calore specifico inferiore ad ossigeno ed azoto, quindi non può accumulare calore, per effetto chimico, più di quanto non lo facciano loro.
E sotto il profilo radiativo, quello tirato in ballo dai climatologi dell’ONU (IPCC), la CO2 presenta un solo picco di assorbimento significativo nell’infrarosso, alla lunghezza d’onda di 15 micron, e questo lo affermano i climatologi stessi, sostenendo poi che il pianeta, durante la notte, irradia infrarossi in quella banda di lunghezza d’onda, e quindi ….
Peccato, però, che neppure questo sia vero, perché il pianeta NON emette di suo radiazione infrarossa in quella banda IR ! 15 micron corrispondono, secondo la legge di Wien, secondo la meccanica quantistica, per ora non ancora confutata dai nostri “scienziati” , ad una temperatura di emissione di -80°C, cioè sotto lo ZERO termico, quando sul pianeta troviamo al massimo -50°C.
Soltanto su un satellite artificiale un componente che si trovasse a -80°C potrebbe irradiare verso lo spazio vuoto radiazione “termica” attorno a 15 micron di lunghezza d’onda.

E qui, senza addentrarci ulteriormente in che cosa determina i climi sul pianeta, torniamo al nostro SOLE, che determina lui solo la quantità di energia a disposizione per tenere in vita il pianeta, e se il sole irradia di più o di meno, anche di poco, noi non possiamo non risentirne, non vederne gli effetti.
Questa, almeno, è UNA CERTEZZA MATEMATICA, anche se poi non siamo, realisticamente, in grado di calcolarne le conseguenze, visto il considerevole numero di variabili che giocano nel clima, che NON è uniforme sul pianeta, ma va dai ghiacci polari ai caldi torridi equatoriali, passando attraverso mille vie intermedie.
SMETTIAMOLA DI FARCI DEL MALE PER LE FANTASIE MALATE DI POCHI E LA CREDULITA’ DI TROPPI.

Ing. Franco Puglia

2 marzo 2024




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Condividi i contenuti del sito? Diffondilo.