25 Maggio 2024

Negli anni scorsi ho assistito da vicino a numerosi “esperimenti falliti” di aggregazione politica di stampo liberal simile, partendo da FARE per fermare il declino, di cui sono stato tra gli interpreti in vista, membro anche della Direzione Lombarda nella fase Boldrin, quello di Italia Futura, di Luca Cordero di Montezemolo, del 2009, trascinatasi sino al 2014, con l’abbandono di Montezemolo.
Poi Italia Unica, di Corrado Passera, nel 2014, altro flop annunciato, sciolta nel settembre 2016.
Poi Stefano Parisi, che fonda Energie per l’Italia nel settembre 2016, e fa flop alle elezioni milanesi, pur sostenuto dal centro-destra.
Un paio d’anni di vita e poi le Energie finiscono. Non ancora Parisi, che sopravvive nel CDX per qualche tempo: il 20 dicembre 2019 viene invitato ad aderire a “Voce Libera”, associazione interna a Forza Italia nata su iniziativa di Mara Carfagna “per ricostruire una casa finalmente non subalterna al pensiero dominante e al populismo di destra e sinistra“. Il 17 dicembre 2020 con un post Parisi dichiara il suo addio alla politica.

In mezzo a tutto questo (febbraio 2017) la formazione +Europa, di Della Vedova e Bonino, di cui a me fu chiaro sin dall’inizio il solo vero intento, al di la delle chiacchiere che ascoltavo negli incontri a cui ho assistito: trovare una poltrona in Parlamento per entrambi. Obiettivo raggiunto, e fine di ogni altro discorso. E nel frattempo altre iniziative a cui ho partecipato più direttamente: un progetto per Milano che NON avrebbe dovuto diventare Lista Civica (mancavano ancora i presupposti) ma che venne forzato a farlo, (ed io abbandonai subito) ottenendo il solito risultato irrilevante.
Poi MuoverMI, Lista Civica fondata da me e da Dubini, strutturata come una vera COSA SERIA, con regole scritte da me (statuto, ecc) ed un nutrito numero iniziale di sostenitori, tutto mandato in rovina da posizioni interne del Direttivo, che hanno tradito lo spirito e la lettera del progetto (che ho subito abbandonato) e dopo il mio abbandono è rapidamente naufragato, senza neppure arrivare alle elezioni.
Dopo tutto questo anch’io ho CHIUSO con la politica sul campo, e mi sono limitato a “dare una mano” in background a Giuseppe Lardieri, nelle due occasioni in cui ha tentato di ritrovare un suo ruolo pubblico (rinnovo mandato Municipio 9 e recenti elezioni regionali lombarde).

Questa lunga premessa era necessaria per tracciare un percorso storico della politica del centro destra liberal simile degli ultimi anni, prima di ragionare sulle prospettive attuali.
L’analisi storica aiuta a determinare le ragioni di questi fallimenti e quindi ad individuare le strategie per una SVOLTA politica autentica, che non è ancora all’orizzonte.

Cosa accomuna tutti questi progetti falliti?

  • le ambizioni personali di alcuni ed il leaderismo plateale dei promotori.
  • la completa assenza di un PROGETTO politico capace di toccare le coscienze, facendo vibrare le corde del cuore, più che della mente
  • la partecipazione insufficiente delle persone, per scarsa motivazione e sfiducia generalizzata, ma non immotivata, nei confronti di tutte queste iniziative
  • la totale mancanza di una laboriosa costruzione preventiva di una base elettorale solida e stabile, e partecipazione velleitaria ad eventi elettorali.

Cosa troviamo di DIVERSO nel terzo Polo? Nulla. E’ il progetto politico di comodo di Renzi e di Calenda,
a cui hanno aderito altri personaggi del centro-destra che si sentivano soffocare nel vecchio contenitore colabrodo, Forza Italia in particolare, soffocata da Berlusconi.
Un polo che NON è terzo, in senso politico, perché non esiste una terzietà rispetto alle posizioni confuse della destra e della sinistra note.
Non so quale sia la percezione nell’elettorato, ma immagino che sia più quella di un “contenitore per trombati” che di una stella nascente nel firmamento della politica italiana. I risultati recenti parlano da soli.

LA SITUAZIONE POLITICA ATTUALE

Giorgia Meloni, per ora, sta vincendo a man bassa. Il suo ruolo nella destra politica nazionale è diventato dominante. Ha colmato un VUOTO, come accade sempre, partendo dall’opposizione, dalla NON occupazione dei luoghi del potere. Normale.
Nella fase nascente (ora molto meno) ha dato l’impressione di essere più disponibile di altri a cambiamenti radicali. Ora, al governo del Paese, mostra di avere senso di responsabilità e di non voler fare il passo più lungo della gamba. Prudente più del previsto.
A bocce ferme non vedo perché l’elettorato di centro destra non debba convergere tutto su Fratelli d’Italia, tenuto conto dei trascorsi storici della Lega di Salvini, oggi, come di Bossi, prima, e della liquefazione di Forza Italia, che dovrebbe dissolversi il più in fretta possibile aprendo spazi di crescita dell’area più liberale del centro destra italiano, disfandosi di Berlusconi.
Gli attuali esponenti di Forza Italia dovrebbero uscire TUTTI dal partito, lasciando Berlusconi col cerino in mano.

A sinistra, l’elezione della Schlein sposta l’asse del PD a sinistra e contribuisce a fare chiarezza politica, inducendo le forze sparse della sinistra, pentastellate e non, ad un processo di aggregazione su basi più intransigenti, più riconoscibili da un certo popolo della sinistra, anche se numericamente meno significative di prima sul piano nazionale.
Quel che resta della sinistra Piddina non aggregabile alla Schlein ha come solo sbocco il Terzo Polo, la cui vocazione politica naturale è quella SOCIALDEMOCRATICA, una tradizione europea ed italiana antica, diventata minoritaria e poco riconoscibile in Italia, ma di cui Calenda e Renzi fanno parte a pieno titolo.
Socialdemocratica, NON liberale, però.

Quindi, che sbocco hanno i LIBERALI, attualmente? Nessuno.
I liberali, in realtà, dovrebbero imparare dalla SCUOLA COMUNISTA che fu del vecchio PCI: se non puoi prendere il potere nelle Istituzioni elettive, fallo in quelle NON elettive : burocrazia pubblica, Magistratura, aziende pubbliche e collegate.
Oggi il VERO POTERE in Italia lo detengono gli ex comunisti di decenni fa, quelli che NON hanno mai occupato cariche elettive, ma quelle amministrative si.
Tolto questo cosa resta ai liberali che vogliono fare politica attiva? Resta quello che c’è, ma anche l’opportunità di COSTRUIRE gradualmente qualcosa che si muova a latere della politica al potere, sostenendola, ma anche modificandola dall’interno, condizionandola, trasformandola.
Il lavoro di una generazione …
Queste nuove aggregazioni NON debbono avere UN leader, ma TANTI leaders più piccoli.
Una SQUADRA, diffusa sui territori.
E debbono affiancarsi discretamente al POTERE, quello a loro più vicino (oggi è Fratelli d’Italia) impedendo una riscossa della sinistra ed infiltrando gradualmente il potere per cambiarne la natura in chiave liberale, per quanto possibile.

Questa è la mia visione delle cose allo stato attuale della politica nazionale.
L’aggregazione che io auspico prevede l’adesione ad un certo numero di punti di riferimento che io considero i pilastri della costruzione di una nuova casa liberal simile, cioè liberale quanto è possibile oggi, in QUESTO mondo, non in un mondo immaginario, stando con i piedi a terra, ben piantati, tenendo conto di quanto accade intorno a noi e della condizione della popolazione italiana, che non è all’altezza di una NAZIONE LIBERALE, in cui l’assistenza sia una necessità di pochi invece che uno sbocco di massa.
Ritornerò in un prossimo articolo sui CONTENUTI minimi da dare ad un progetto di aggregazione omogenea così finalizzato.

Ing. Franco Puglia
10 marzo 2023

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