LE SANZIONI DI TRUMP E QUELLE DI ZELENSKY

Dalla bocca di Donald Trump escono solo parole: Putin lo ha deluso, (significa che Trump è un illuso, ma è il presidente USA !) e minaccia nuove sanzioni alla Russia (ma quali ?).
Zelensky parla di meno, e le sanzioni le mette in atto, bombardando e distruggendo o danneggiando infrastrutture strategiche sul territorio russo.
Forse dovrebbe essere Zelensky ad occupare quella poltrona a Washington …
Le sanzioni introdotte dagli europei non paiono aver fiaccato la volontà di potenza russa,
e non hanno rallentato la prosecuzione del conflitto, anzi.
Siccome contano i fatti e non le chiacchiere, quelle sanzioni valgono zero.
Quelle imposte dagli Ucraini, invece, un peso ce l’hanno, anche se insufficiente, data la disponibilità limitata di risorse.
Questa breve introduzione serve a capire quale strada debbano percorrere l’Europa e gli USA per tentare di porre fine al conflitto russo-ucraino: disarmare la Russia, colpendola a tappeto proprio la dove si trovano le risorse con le quali sostiene il conflitto.
1. Le sue infrastrutture energetiche, pozzi petroliferi e di estrazione gas, gasdotti
ed oleodotti, linee elettriche, ecc.
2. Le sue infrastrutture militari, dove stazionano aerei militari, stabilimenti per
la produzione di strumenti bellici, aerei, droni, esplosivi, ecc.
3. I suoi alleati, quelli che le forniscono carne da cannone (soldati mercenari) e strumenti
bellici (droni in testa), tra i quali certamente trova posto la Cina, come la Korea del Nord.
E queste azioni, già messe in atto dagli Ucraini, devono continuare ad essere opera loro,
per non fornire ai russi il pretesto per dire che vengono attaccati da europei o americani
sul loro territorio. Ma gli strumenti usati dagli Ucraini debbono essere forniti da americani ed europei, in maniera massiccia, strumenti di intelligence, di guerra elettronica alle comunicazioni, e militari propriamente detti, droni e missili in testa.
La Russia non fa niente di diverso in Ucraina, sfruttando aiuti esterni senza i quali questo conflitto si sarebbe già esaurito.
Queste le azioni dirette, da amplificare, nei confronti della Russia.
Ma non bastano: servono azioni decise anche nei confronti degli alleati della Russia,
Cina in primo luogo, colpendoli nei loro punti vitali, che sono economici, e si chiamano IMPORTAZIONI di merci provenienti da quei paesi. Prima ancora degli stupidi dazi alla Trump, serve il blocco totale delle importazioni di alcune merci in Europa e negli USA,
un genere di intervento in grado di mettere in ginocchio il gigante asiatico.
Non vanno colpite le importazioni di merci di grande interesse economico e strategico, almeno in una fase inziale, ma ma quelle di scarsa rilevanza, che però significano pacchi
di miliardi di export e di lavoro per i cinesi.
In questo modo ci si espone meno alle ritorsioni cinesi sulle nostre esportazioni verso
la Cina, che non riguardano la paccottiglia, ma merci di valore, perché ritorsioni su tali categorie avrebbero come effetto una risposta euro-americana analoga, aggravando
la situazione cinese. Xi Jin Ping non esiterebbe ad abbandonare Putin al suo destino se
gli interessi del suo paese venissero compromessi.
Guardando ad una futura fase negoziale, di cui per ora non si vede neppure l’ombra,
la cessazione del martellamento delle infrastrutture russe potrebbe diventare la contropartita di un’analoga sospensione dei bombardamenti russi sul territorio ucraino, e di un ritiro dei contingenti russi dai territori occupati in Ucraina.
E se la contropartita non fosse sufficiente, questa potrebbe venire rafforzata dalla sospensione unilaterale di tali azioni sul territorio russo con una simultanea istituzione di una no fly zone su tutto il territorio ucraino, a carico di velivoli russi e/o di altri paesi non alleati dell’Ucraina, con simultaneo bombardamento alleato della zona di confine tra Russia ed Ucraina nel Donbass, per tagliare la via dei rifornimenti alle truppe russe su territorio ucraino.
I recenti sconfinamenti di droni russi sui cieli della Polonia e della Romania autorizzano la Nato a considerare pericolosamente lesiva della propria integrità la politica militare russa, sterilizzando la presenza russa sui territori ucraini, senza sconfinare su quelli russi.
Ing. Franco Puglia
15 settembre 2025
