DIRITTO DI CITTADINANZA E IUS SOLI-IUS SCHOLAE

Sorprende la posizione di Tajani e di Forza italia (ma c’è ancora qualcuno oltre a lui in Forza Italia?).
Tajani è favorevole ad uno ius soli, trasformato in ius scole”, in disaccordo con Lega e FdI. Non capisco cosa lo spinga a sostenere questa irragionevole bandiera della sinistra italiana. Ma veniamo ai contenuti: la “cittadinanza” di un paese, cioè di uno Stato Nazionale riconosciuto, non è un diritto civile, e non ha nulla a che vedere con i cosiddetti “diritti umani”. E’ solo e soltanto un “diritto politico” di appartenenza ad una comunità nazionale, che consente di avere, almeno sulla carta, voce in capitolo nelle scelte collettive di quel paese. I cittadini stranieri residenti stabilmente o pro tempore in Italia hanno TUTTI i diritti civili riconosciuti a chiunque, nessuno escluso, salvo quelli politici, oltre che il diritto di residenza stabile in un paese nel quale NON sono nati, a meno di concessione in tal senso, per fondati motivi.
Quindi cominciamo a distinguere tra CITTADINANZA ITALIANA e RESIDENZA IN ITALIA a tempo indeterminato. Quanto alla scuola, COSA C’ENTRA LA SCOLARIZZAZIONE CON LA CITTADINANZA? Quindi molti anni fa i nostri connazionali analfabeti, o quasi, NON avevano diritto a dirsi cittadini italiani?
E se vado a studiare in Francia per alcuni anni dovrei diventare automaticamente cittadino francese?
Non ho mai dato credito di molta intelligenza a Tajani, e questa sua recente presa di posizione conferma la mia opinione.
La cittadinanza italiana conferita ad un cittadino straniero deve essere una sorta di ONORIFICIENZA, come quella conferita ai senatori di nomina presidenziale. Gli stranieri, di qualsiasi provenienza, sono portatori di una cultura diversa dalla nostra, migliore o peggiore è irrilevante, e non devono interferire con al nostra cultura, che è il prodotto di secoli e millenni di Storia. Possiamo ospitarli nel nostro paese, per NOSTRA scelta, non per loro imposizione, temporaneamente o a tempo indefinito.
NON E’ UN LORO DIRITTO, MA UNA NOSTRA SCELTA.
I bambini che nascono nel nostro paese da genitori stranieri non possono essere solo per questo cittadini italiani, perché la loro formazione culturale, oltre che etnia, è diversa, e la scuola è soltanto uno strumento formativo utile alla convivenza nel paese. Posso solo ammettere che i figli di cittadini stranieri nati in Italia, ove i loro genitori si trasferiscano all’estero, o vengano espulsi, possano rimanere in Italia, se maggiorenni, e se in grado di sostenersi economicamente da soli. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con la CITTADINANZA ed i diritti politici.
Detto questo chiunque può richiedere la cittadinanza italiana se il suo percorso di vita nel suo insieme lo caratterizza ormai più come cittadino italiano che di qualsiasi altro paese, ma il giudizio va fondato su ben altre regole, e su una complessità di valutazioni, purtroppo anche soggettive di un giudice, che escludano una diversa collocazione del soggetto rispetto ad una cittadinanza ormai italiana.
Ing. Franco Puglia
8 Luglio 2025
