8 Maggio 2026

Prima di tutto il collegamento alla tabella Excel con i numeri dei contribuenti italiani, del loro reddito dichiarato, e del carico IRPEF applicato, o applicabile, nelle varie fasce di reddito, secondo le regole fiscali adottate.
https://docs.google.com/spreadsheets/d/1ka3DLGXOD0IkyFxTYg6zflbxeHcbVzkz/edit?usp=sharing&ouid=111954928192389968094&rtpof=true&sd=true

LA FISCALITA’ ITALIANA NELLE MANI DELLA BUROCRAZIA

Le tasse sono, da sempre, il cruccio dei cittadini, e la fonte di ricchezza del POTERE, quale che sia, che fa uso del gettito fiscale per fare fronte alle necessità di spesa pubblica ma anche per alimentare i propri canali clientelari, che lo sostengono al potere. Un male necessario, ma che si potrebbe gestire anche in forma trasparente, secondo principi di equità impositiva, in funzione della capacità contributiva di ciascun cittadino, determinata dal suo reddito e dalle sue spese considerate non comprimibili. L’attuale governo di destra ha fatto della riduzione fiscale una sua bandiera, ma non basta ridurre le tasse, ammesso che lo si faccia davvero, perché conta anche il COME le si riduce, A CHI, ed a scapito di CHI o di CHE COSA.
Le scelte della Politica dovrebbero tradursi nei numeri che poi determinano il carico fiscale e le entrate, ma non è così, perché non sono i politici a manipolare i numeri, ma i burocrati ministeriali, che sono palesemente privi di capacità cognitive autentiche, come peraltro i politici.

Parliamo di IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche.
La Costituzione impone una progressività del carico fiscale all’aumentare del reddito; un principio da interpretare, perché comunque il carico fiscale aumenta con un reddito crescente, anche con una FLAT TAX, ad aliquota unica per tutti, tanto cara a parte della Lega. Secondo la Sinistra, invece, anche l’aliquota fiscale deve essere crescente al crescere del reddito.
Ma come? In passato abbiamo avuto diverse aliquote, una per ogni fascia di reddito, e fasce di reddito diverse, per ogni aliquota. Sino al 2024 avevamo 4 aliquote. Adesso siamo passati a 3, e qualcuno ne sogna una sola, immagino.
Nessuno che abbia cognizioni di matematica elementare non riesce a capire che per disegnare una curva crescente di imposizione fiscale EQUA, cioè GRADUALE, senza irregolarità, serve il maggior numero possibile di gradini, cioè di aliquote, NON IL MINORE ! Nel mondo digitale, per approssimare al meglio una qualsiasi variabile analogica si sono usati numeri di gradini crescenti (BIT) passando da 8 a 16 a 32 a 64 bit per i moderni microprocessori.

Nel Fisco italiano si fa l’opposto: si riducono i gradini !!!
Ma anche in un sistema a gradini, cioè con più aliquote per fasce di reddito, occorre disporre di dati precisi sui contribuenti e sui loro redditi dichiarati ai fini IRPEF per formulare una legge fiscale idonea, EQUA, e che possa fornire il gettito fiscale voluto in base alla distribuzione reale del reddito nelle varie fasce della popolazione.

Se la distribuzione dei redditi nella popolazione cambiasse, da un anno all’altro, pur col medesimo reddito totale complessivo, e con la medesima legge fiscale, il gettito IRPEF risulterebbe diverso, anche MOLTO diverso.
Quindi è essenziale disporre di dati molto precisi sulla distribuzione dei redditi nella popolazione dei contribuenti, che non è stabile, né come numero di contribuenti, né come valore complessivo del reddito, né come distribuzione, ciò che costringe a modifiche continue della legge fiscale se si vuole ottenere anche solo il medesimo gettito IRPEF complessivo.
Con il sistema a gradini è un pasticcio, perché la scelta delle fasce di reddito e delle aliquote diventa un puzzle, se si vogliono evitare iniquità, o perdite di gettito IRPEF a parità di reddito complessivo dei contribuenti. Ed è il pasticcio in cui sono incorsi i governi, anche quello attuale, con le aliquote attuali, come si vede dalla tavola Excel che fa parte integrante di questo studio.

Ho detto che servono dati precisi, ma non si trovano. Sono ricorso all’intelligenza artificiale di ChatGPT che è riuscita a scovare dati parziali e persino contraddittori al MEF ed altrove, ma non è riuscita a trovare per il 2024 quale sia il reddito totale dei contribuenti nelle varie fasce di reddito soggette ad aliquote diverse, in modo da poter calcolare in maniera sufficientemente precisa il gettito IRPEF corrispondente ad ogni fascia di reddito. Il MEF dovrebbe prendere tutti i contribuenti in una fascia di reddito, sommare i loro redditi e calcolare il reddito totale dei contribuenti in quella fascia, poi dovrebbe sommare i versamenti IRPEF di ciascuno, nella medesima fascia di reddito, ed attribuire a quella fascia l’IRPEF totale versata. Su queste basi, poi, si può tentare di modificare le aliquote, ricalcolando il gettito IRPEF, senza dover ricorrere ad un ricalcolo individuale per oltre 41 milioni di contribuenti !
Ma questi dati NON CI SONO, e vengono sostituiti da STIME, che sono diverse secondo le fonti.
Ma stime diverse conducono a conteggi e risultati anche MOLTO diversi.

La prima tabella (caratteri neri) esprime la situazione del 2024 con IRPEF a 4 aliquote.

La distribuzione dei redditi nelle varie fasce di reddito e la distribuzione dei carichi IRPEF nelle varie fasce di reddito è il prodotto di un MIO calcolo di interpolazione, fondato sui dati disponibili, che conduce a risultati attendibili, coincidenti con i dati complessivi del MEF: 207 miliardi di € di IRPEF lorda, dovuta per il 2024, al lordo degli sgravi fiscali permessi dalla dichiarazione dei redditi, che ha portato il gettito a poco meno di 190 miliardi di €.
La distribuzione dei redditi proviene da un calcolo, non da una fonte primaria. I soli numeri CERTI sono il numero dei contribuenti ed il gettito IRPEF totale. Tutto il resto dipende dalle fonti, che ci hanno ricamato sopra.
Ma non importa: una legge fiscale DEVE andare bene SEMPRE, quale che sia il reddito nazionale, e la sua distribuzione.

Le tabelle in azzurro ed arancione mostrano come cambiano le cose assumendo che nel 2025 il reddito dei contribuenti non cambi, né come valore complessivo né come distribuzione. Qui, però, vengono applicate al calcolo dell’IRPEF le nuove fasce di reddito su tre aliquote soltanto. Risultato? Una perdita di gettito lordo di poco più di 6 miliardi.
Con una diversa distribuzione dei redditi (sia 2024 che 2025) avremmo valori diversi, partendo dal medesimo gettito di 207 miliardi del 2024. La tabella arancione mostra, invece, due diversi modi di calcolare una curva di imposizione fiscale IRPEF che NON sia a gradini, MA CONTINUA, in base alla due possibili formulazioni mostrate in corsivo tra le tabelle.

TOP TAXFormulazioneLIN TAX
33,00%A=Aliquota34,00%
12.400D=Detrazione4.360
IR=(Rd-D)*ARd=RedditoIR=Rd*A-D
IR=IRPEF

Nella prima formulazione si sottrae dal reddito imponibile lordo una detrazione fissa e si moltiplica il risultato per una aliquota fissa, e questo per qualsiasi reddito. Se il reddito imponibile è pari alla detrazione fissa, il contribuente è IRPEF esente. Se il reddito imponibile è molto elevato, la detrazione fissa diventa sempre meno rilevante e il carico fiscale si trasforma in una aliquota sola, tipo FLAT TAX. Con i due parametri mostrati, si può modulare a piacere il carico fiscale verso i redditi più elevati o più bassi, secondo criteri di scelta politica. In questa formulazione l’aliquota unica diventa una TOP TAX, in quanto determina il massimo carico fiscale IRPEF per qualsiasi reddito.
Nella seconda formulazione si moltiplica prima il reddito imponibile lordo per l’aliquota unica e poi si detrae una cifra IRPEF fissa, e questo per qualsiasi reddito.
Se calcolo IRPEF è pari alla detrazione IRPEF fissa, il contribuente è IRPEF esente. Se il reddito imponibile è molto elevato, la detrazione IRPEF fissa diventa sempre meno rilevante e il carico fiscale si trasforma in una aliquota sola, tipo FLAT TAX.

Con i due parametri mostrati, si può modulare a piacere il carico fiscale verso i redditi più elevati o più bassi, secondo criteri di scelta politica. In questa formulazione l’aliquota unica diventa una LINEAR TAX, in quanto coincide con una equazione algebrica lineare. Il giudizio di METODO su quale sia il sistema più idoneo alla formulazione di una legge fiscale si determina analizzando il carico fiscale percentuale complessivo, finale, in ogni fascia di reddito, partendo dall’idea che il carico IRPEF sui redditi minori debba essere più leggero rispetto a quelli più elevati, nella misura del possibile, non perché questo sia “di sinistra” ma perché va potenziato il potere d’acquisto dei redditi più bassi, nell’interesse del MERCATO, cioè di tutti, perché un maggior potere d’acquisto significa sviluppo per tutti. Questo senza depotenziare il gettito fiscale ritenuto NECESSARIO (non quello superfluo o peggio) perché i carico fiscale non può essere sostenuto soltanto dai “ricchi”, e non soltanto per ragioni di equità, ma anche per ragioni di gettito, perché i più ricchi, per quanto ricchi, sono troppo pochi, mentre le necessità di spesa pubblica sono comunque elevate, ed i numeri elevati si raggiungono più facilmente chiedendo poco ad un grande numero di persone, piuttosto che molto a poche persone.
Lasciamo le RAPINE ai professionisti del settore.

Come si può notare, con le formulazioni matematiche della TOP TAX o della LINEAR TAX, a parità di reddito imponibile complessivo e di sua distribuzione nelle fasce di reddito otteniamo, con una scelta opportuna delle due leve nelle formule:

1. Nessuna perdita di gettito IRPEF lordo complessivo, o addirittura una piccola crescita.
2. Una riduzione significativa dell’IRPEF sui redditi da 100mila € in su, cosa che attira investimenti produttivi e produzioni ad alto valore aggiunto.
3. Una riduzione importante del carico IRPEF sui redditi sino a 20mila €, quelli dei meno abbienti, riorientando questi redditi verso consumi e sviluppo.
4. Un aggravio fiscale per i redditi tra 20 e 29mila €, tra 29 e 35mila € e tra 35 e 55mila€; qui va osservato che la norma attuale introduce una distorsione, con un carico fiscale in fascia 29-35 inferiore a quello della fascia più bassa, una cosa senza senso, iniqua, anche se volta a premiare il ceto produttivo che copre questa fascia di reddito. Lo scopo del governo era proprio quello di premiare i redditi medi, ma è un metodo insensato, perché se la distribuzione dei redditi dovesse cambiare rispetto a quella attualmente presa in esame, tutto verrebbe stravolto, a parità di reddito totale cambierebbe anche di molto il gettito IRPEF, e bisognerebbe ricorrere ad una nuova legge per rimettere le cose a posto. Serve CERTEZZA fiscale, non INCERTEZZA totale !
5. Da 55mila € in su il carico fiscale si riequilibra, e si porta in discesa rispetto alla situazione
attuale per i redditi più elevati.

Da notare che questi andamenti si possono MANOVRARE con due sole leve e senza calcoli complessi, valutando immediatamente l’impatto fiscale su uno scenario economico, al variare dei valori delle due leve.
Fare politica economica è come PILOTARE un aeromobile agendo su pochi comandi, se possibile, senza schiantarsi mai ! Da osservare con attenzione anche il valore del gettito fiscale nelle fasce di reddito ampliate (ultime colonne) che mostrano meglio DOVE si vadano a prendere i soldi. Aggiungo che la politica fiscale NON può andare a cercare i soldi dove ce ne sono di meno o dove ce ne sono tanti per compensare i redditi medi insufficienti. Il problema sta altrove, nel come e dove nascono quei redditi, nel quanto vale il prodotto nazionale prevalente, non quello povero e non quello di lusso.
Non si tappano i buchi di una nave da crociera con tappi di sughero !

Ing. Franco Puglia
19 novembre 2025

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