MONDO OCCIDENTALE E MONDO MUSULMANO

Due mondi ben distinti, ospiti del medesimo pianeta. Cosa li distingue?
La collocazione geografica e le origini storiche, ma soprattutto LA RELIGIONE, cioè un insieme di convinzioni radicate, instillate già nei bambini, che determinano un modo di pensare e di agire nel mondo in obbedienza ad un certo numero di regole di vita, che sono applicabili su questa terra, non nell’ALTRA, ed in cui la presenza di un DIO è solo simbolica, ma serve a connotare e dare autorità al sistema delle regole, molto terrene.
Sebbene il nostro sistema di valori occidentale preveda la LIBERTA’ DI RELIGIONE nei nostri territori, questo principio nasce sulla base di una interpretazione del termine “religione” relativa al solo immaginario rivolto al soprannaturale, escludendo effetti di ordine materiale, “terreno”, sociale e politico, anche se in concreto questa commistione tra terreno e soprannaturale c’è sempre stata.
La libertà di religione, nel nostro ordinamento giuridico, si riferisce solo e soltanto all’esercizio della libertà di esprimere la propria fede in un mondo soprannaturale non visibile, privo di aspetti materiali, e ben distinto dal mondo della vita terrena, materiale, che deve obbedire a leggi LAICHE, cioè non ispirate ad alcuna religione in particolare, sebbene rispondenti ad un’ETICA che esprime il sentire morale diffuso.
L’ISLAM, al contrario di altre religioni, ha ripreso la vocazione espansionistica dei Cristiani della prima ora, quella di fare PROSELITISMO, espandendosi su scala globale, con ogni mezzo, anche coercitivo. Questa vocazione imperialista di stampo religioso è venuta meno nel Cristianesimo, ma non nel mondo islamico. E’ assente nei paesi di cultura orientale, buddista o altro, o induista, in India, così come è assente nell’ebraismo, da cui discendono le religioni cristiana e musulmana.
L’Islam ha assunto da secoli una connotazione POLITICA, imperialista, ESPANSIONISTA, che non si concilia con la nostra concezione occidentale di RELIGIONE, ma esprime piuttosto una ben precisa espressione politica e sociale in aperto conflitto con la nostra.
Non può, e non deve, esserci spazio per una tale politica all’interno del mondo occidentale.
Abbiamo bandito il fascismo, non abbiamo formalmente bandito il comunismo, ma lo abbiamo destrutturato, anche se ricompare sotto mentite spoglie, e non possiamo, né dobbiamo, lasciare spazio all’islamismo.
Questo non significa fare guerra all’Islam: significa soltanto che le due culture NON possono e non debbono convivere nel medesimo territorio. Questo a beneficio di entrambe.
Ma vi siete mai chiesti da dove nasca il radicalismo islamico? Era praticamente assente sino a pochi decenni fa. L’integralismo islamico nasce dal rigetto di una cultura estranea a quel mondo, quella occidentale, cultura che, però, lo ha contaminato gravemente, dal punto di vista della concezione musulmana del mondo, cosa che ha provocato una ripresa interpretativa del modello coranico originale e la formazione di correnti di pensiero musulmano orientate a riportare quel pensiero religioso alle sue origini, liberandolo da ogni contaminazione.
Una posizione legittima, sino a quando non ricorri alla violenza e, comunque, la esprimi tra le mura di casa tua, nel tuo paese, non altrove.
La presenza di musulmani nei paesi occidentali implica una corruzione progressiva, possibile, dei loro costumi, e quindi non rientra nell’interesse del mondo musulmano che, invece, è fedele alle proprie tradizioni, giuste o sbagliate che siano dal nostro punto di vista.
E nel contempo l’inclinazione dei musulmani residenti in Occidente ad imporre nel nostro mondo i loro costumi, per conservare inalterati i loro, visibilmente e non, arrivando persino a combattere i nostri costumi a casa nostra, afferma l’incompatibilità di una vita in comune su un medesimo territorio, che in fin dei conti danneggia entrambi, producendo conflitti ed emarginazione delle comunità minoritarie.
I musulmani residenti in Occidente DEVONO rientrare nei loro paesi d’origine, con la loro collaborazione, costruendo in quei territori il mondo islamico a cui aspirano, non nei nostri.
Qui non si tratta di essere NEMICI, anzi: si tratta di prendere atto delle nostre differenze, delle nostre origini, della nostra Storia, ricollocandoci all’interno delle nostre culture e collaborando, ciascuno da casa propria, nella misura in cui lo riteniamo reciprocamente utile ad entrambi, senza contaminazioni. Altro che “integrazione”, una parola senza senso, nel contesto in cui viene usata, in cui si avanza la pretesa di rendere compatibili acqua e fuoco.
Il blocco delle migrazioni dei musulmani dai loro paesi di origine DEVE essere attuato, e deve essere compreso da quei paesi che il rientro dei musulmani nei loro territori di origine è nell’interesse loro come nostro, per evitare, per quanto possibile, contaminazioni culturali che non arricchiscono nessuno, ma deteriorano quelle originarie, invece di avviarle su un percorso di crescita proprio, frutto di una maturazione interna, non di apporti forzosi o di corruttela esterna.
Il mondo occidentale si regge sul DIO DENARO (a torto) mentre quello musulmano no, ma è stato corrotto dal dio denaro, grazie alle fortune petrolifere di alcuni territori.
Non significa che ai veri musulmani non interessi il denaro: significa solo che non si colloca al primo posto nel loro sentire, occupato dalla sottomissione ad Allah.
Non dobbiamo né condividere né condannare questo sentire dei musulmani, ma è un sentire che deve restare all’interno di quel mondo, senza contaminarne altri, e vale anche per noi occidentali, in rapporto ad altre culture del pianeta.
Ing. Franco Puglia
12 agosto 2026
